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mercoledì 14 novembre 2012
Cinque domande ai Brothers In Law
Dopo l'annuncio che i Brothers In Law avrebbero partecipato al SXSW Festival 2013 ho subito contattato Guagno, il batterista del gruppo, che conosco grazie ad alcuni contatti universitari (siamo iscritti alla stessa Facoltà ma in due corsi diversi). Gentilmente si è reso disponibile per una chiacchierata:
- Guagno, il 2012 dei Brothers In Law è stato pieno di soddisfazioni: è iniziato con l’uscita dell’EP Gray Days, a breve la data al Covo con i Wild Nothing e adesso la notizia del SXSW ad Austin per il 2013. Fa un certo effetto a me chiederlo, non oso immaginare per voi. Cosa si prova?
Si fa fatica ancora a crederci...forse me ne renderò conto veramente solo quando sarò lì o me ne sarò tornato (purtroppo) a casa. Le cose stanno andando per il verso giusto e ne siamo molto fieri.
Grande annata sì, non ce lo aspettavamo neanche noi. Gray Days è stata la rampa di lancio, per noi anche una soddisfazione il fatto di aver stampato per la prima volta un 7" insieme ad un'etichetta estera (Cf-Records) oltre che con We Were Never Being Boring e MattaLab ed il singolo Holy Weekend ha funzionato alla grande! Non potevamo chiedere di più..abbiamo fatto anche delle belle date.
- Quanto tempo fa avete saputo che siete stati accettati al festival? E soprattutto, che sforzo sovraumano avete fatto per tenere la notizia nascosta prima dell’ufficialità? Io al posto vostro sarei esploso.
Avevamo saputo circa 1 mesetto fa che l'etichetta di aveva inserito nel bando per le selezioni del festival e circa 2 settimane fa ci è arrivata la conferma della selezione.
E' successo tutto così velocemente che ci ha spiazzati un po'..il giorno dopo ci siamo visti, ne abbiamo discusso e abbiamo deciso che un'occasione del genere non capita spesso, quindi abbiamo dato l'ok per la partecipazione. La vogliamo prendere anche come esperienza di vita, in America non ci si riesce ad andare così facilmente come in altri paesi..ed il SXSW è uno dei festival più importanti al mondo.
Non è stato facile tenerlo di nascosto per tanto tempo in effetti..agli amici stretti già avevamo annunciato la notizia, non ce la facevamo a tenerla per noi!
- Invece per quanto riguarda il nuovo album? News?
Posso dirti solo che uscirà a Gennaio con delle belle novità e sorprese! Siamo tutti un po' ansiosi dell'uscita, avremo voglia di spifferare tutto ma cerchiamo di non diffondere nulla ancora.
Speriamo al più presto di annunciare il primo singolo.
- Al Covo prima dei Wild Nothing sentiremo qualche nuovo pezzo?
Certamente..se il tempo che avremo a disposizione per il live ce lo permette faremo tutti i pezzi dell'album più 2 o 3 di Gray Days, spero piacciano!
- “Spreco” l’ultima domanda per farvi i complimenti e per farvi un grosso in bocca al lupo, da concittadino e da vostro seguace. Vi meritate queste soddisfazioni. Complimenti e grazie per il tempo concesso a queste domande!
Grazie a te per il supporto! E' stato un piacere!
venerdì 21 settembre 2012
Cinque domande ai Drink To Me
Ed ecco finalmente la prima intervista per questo blog. Ospiti d'onore i Drink To Me*, che si son molto gentilmente resi disponibili per rispondere a qualche domanda. Perché proprio i Drink To Me? Diciamocelo francamente e con qualche mese d'anticipo: S è il miglior album italiano del 2012. E abbiamo parlato anche del disco.
Vi ho visti suonare la prima volta nel 2010 a Torino prima degli Editors. Se non ricordo male entraste sul palco con delle maschere ed era il tempo di Brazil. Poi S, acclamazione della critica e anche un live al SAE Institute per Rolling Stone: ve l'aspettavate tutto questo successo?
- Il concerto con gli Editors, ottimi ricordi di quella serata! Sì al tempo di Brazil usavamo di più le maschere, ma ancora adesso la componente carneval-teatrale è presente nei nostri live.
Ci sono molte persone che credono in noi, il disco è piaciuto molto, è vero... il successo è un'altra cosa forse, queste intanto sono bellissime soddisfazioni.
Ascoltando S, correggetemi pure se mi sbaglio, ci ho sentito gli MGMT e gli Animal Collective. Invece nella vostra pagina Facebook , tra le influenze, ci sono almeno una sessantina di gruppi. C'è un gruppo o un album nello specifico, o addirittura più gruppi o più album che vi hanno influenzato per la realizzazione di S?
- Non ti sbagli, sicuramente gli Animal Collective sono stati un ascolto importante, mentre gli MGMT hanno saputo fare un paio di canzoni invidiabili anche se artisticamente sono meno densi. Siamo molto onnivori negli ascolti, quando scrivevamo S nei nostri stereo passavano tra gli altri M.I.A., Erykah Badu, Sun Ra, The Heliocentrics, insomma roba con groove... e questo credo che si senta nel disco.
I vostri testi sono in lingua inglese. Molti criticano questa scelta dicendo che gli artisti si "nascondono" dietro la lingua straniera. Alcuni sono passati addirittura dallo scrivere in inglese all'italiano (vedi Maria Antonietta). Voi come giustificate la vostra scelta? E' il genere che in un certo senso ve lo impone o c'è altro? Io spezzo una lancia a vostro favore dicendo che cantando in inglese si hanno più opportunità, soprattutto all'estero.
- Cantare in inglese è stata una scelta quasi inconscia, perché si sposava bene alla musica post-punk e noise che facevamo all'inizio, perché metricamente è più facile da gestire e perché gli ascolti erano prevalentemente anglofoni. Per noi comunque la polemica italiano/inglese è ridicola: in Scandinavia è pieno di gruppi che cantano in inglese e nessuno si scandalizza. Qualche pezzo di S era nato in italiano e sarebbe comunque una sfida interessante proporre questo tipo di musica con testi in italiano. Tutte le strade sono aperte.
E a proposito di estero: i Be Forest stanno accompagnando i Japandroids nel loro tour europeo, esportando finalmente un po' di buona musica italiana fuori dai nostri confini. Voi credete nel futuro della musica italiana all'estero?
- Grandi Be Forest. Vogliamo bene a quei ragazzi. Ci sono gruppi italiani validi che girano all'estero... pensa agli A Classic Education, ai Movie Star Junkies, agli Aucan (e anche noi ci faremo un bel giretto in Europa a breve). La musica, se è veramente di qualità e ha qualcosa da dire, può funzionare ovunque.
Ultima domanda: progetti futuri?
- Suonare sempre più (e lavorare sempre meno!)
Fare un disco migliore di S
Ah, poi abbiamo anche un progetto collaterale freak-out rumoroso, i Sombreros of Satana, che vi sollazzerà presto i timpani. Cercatelo su youtube.
*A rispondere alle domande è Francesco Serasso (batteria)
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